Canet-Cotillard, l'ex coppia insieme a Cannes con Karma
Lui regista lei protagonista in thriller, 'ruolo pensato per Marion, è una combattente'
(dell'inviata Francesca Pierleoni) Una donna che ha saputo, anche se con grande difficoltà, sopravvivere e ricominciare dopo un passato di terribili abusi, fisici e psicologici, costretta ad affrontare di nuovo la realtà della setta religiosa, nella quale era cresciuta e dalla quale era scappata. E' il ruolo intenso e pieno di sfaccettature, interpretato da una straordinaria Marion Cotillard e scritto per lei dall'ex compagno Guillaume Canet (sono stati insieme 18 anni per poi separarsi l'anno scorso) cosceneggiatore e regista di Karma, thriller con Denis Menochet e Leonardo Snaraglia che ha debuttato al Festival di Cannes fuori concorso. "Con Marion abbiamo lavorato insieme tante volte - spiega un sorridente Canet in conferenza stampa -. Ma avevo la frustrazione di non aver mai scritto per lei e averle fatto interpretare un ruolo all'altezza del suo talento. Abbiamo girato molti film che mi piacciono molto, in cui lei è straordinaria come ad esempio Rock'n'roll. Ma desideravo davvero sul set con lei poter utilizzare ciò che hanno utilizzato tutti i grandi registi con cui ha lavorato: un talento che è davvero eccezionale e una grande generosità. Lei ha la capacità di non ripetersi mai, ed è estremamente sorprendente per un regista trovarsi di fronte a un'attrice che si dona totalmente senza pensarci, con totale fiducia nella strada scelta per raccontare". Allo stesso tempo è "pronta a provare strade nuove e sperimentare, anche se all'inizio è tutto è estremamente preciso. C'è sempre una linea guida ma ogni volta con lei assume colori diversi. Per un regista, è davvero molto gratificante - aggiunge -. Nello scrivere quindi ho pensato a lei e ho messo nel personaggio alcuni tratti del suo carattere, perché lei è una vera combattente quando crede in qualcosa, non si arrende". Nella storia Cotillard è Jeanne, donna affascinante ma fragile, colpita da attacchi di panico e portata a bere troppo, che vive in un villaggio del nord della Spagna. L'uomo che da qualche anno le è accanto, Daniel (Sbaraglia), generoso e empatico, la protegge in ogni modo, nonostante lei non riveli niente di un passato che l'ha duramente segnata. Segreti destinati ad emergere in modo violento, quando dal villaggio scompare il figlioccio di Jeanne, Mateo. Lei è l'ultima ad averlo visto e viene subito sospettata, ma la donna si convince di sapere cosa sia successo al bambino e per salvarlo decide di tornare nella setta religiosa, guidata dal dittatoriale Marc (Menochet), nella quale era cresciuta e dove aveva subito ogni genere di abusi. "Si dice che nella nostra vita se accade qualcosa di molto traumatico in qualche modo ci blocchiamo nell'età nel quale il trauma si verifica - spiega Cotillard, che ritroveremo fra qualche giorno sulla Croisette per Roma elastica di Bertrand Mandico, girato a Cinecittà -. Questo elemento ci è servito per costruire il personaggio, abbiamo fatto con Guillaume la mappa di tutti i traumi che da bambina hanno formato la sua personalità". Allo stesso tempo "penso che Jeanne sia una ribelle nell'anima, come lo era stata probabilmente anche sua madre. Qualcosa che Jeanne era stata costretta a reprimere; ma la ribellione non muore mai e la aiuta a sopravvivere, ritrova la sua vera natura". Nella sua carriera, Cotillard spiega "di essere stata ispirata da tanti attori, attrici, registi che ho incontrato, che mi hanno ispirato. E qui ho ricevuto il regalo più bello, questo ruolo scritto da Guillaume per me: è la prima volta che qualcuno scrive un ruolo appositamente per me. Quindi è qualcosa di speciale, di indescrivibile, è un atto d'amore - sottolinea -. Lui sa cosa mi piace: ruoli complessi, che fanno provare emozioni profonde e intense, che mettono alla prova, ma allo stesso tempo fanno provare una gioia interiore nel recitarli, fanno sentire vivi".
N.Sabharwal--BD
