Mara Maionchi a Vanity, ho preso a cinghiate Pappalardo
"Con Tiziano Ferro mi è dispiaciuto che ci siamo dimenticati"
In occasione dei suoi 85 anni, che compirà il prossimo 22 aprile, Mara Maionchi è la protagonista del nuovo numero di Vanity Fair. Nell'intervista si racconta senza riserve: gli artisti che più di tutti le hanno fatto "girare le balle" e gli uomini "conquistadores", gli azzardi e i tradimenti, l'aldilà e le scelte di una donna "nata e cresciuta controcorrente". "Vorrei che gli 85 anni - ha detto Maionchi nell'intervista a Vanity (di cui la redazione ha diffuso delle anticipazioni) - che stanno per arrivare fossero visibili in tutto il loro splendore. Non sono dispiaciuta di avere la mia età. D'altronde ce l'ho, l'accetto. Poi lavoro ancora e mi piace". Maionchi poi dice di non essere favorevole alla chirurgia plastica: "Ma poi, perché sembrare eterni giovani se non puoi fare le cose da giovani? Bisogna rispettare le peculiarità di ogni età, anche per scoprirsi diversi. Prima ero prepotentissima, parlavo e mi sentivo il padre eterno. Invece adesso sono scesa parecchi gradini. Non sono pentita di come ero, ma ho capito. Se non capisci la vita, come fai a morire?". Sull'essere una discografica in un contesto maschile: "Agivo secondo quello che ritenevo giusto e secondo il mio carattere, che non dico sia buono, però è certamente un carattere. Se vedevo un artista che non capiva o non voleva capire, un po' mi alteravo. Ho preso a cinghiate Adriano Pappalardo: eh, mi faceva girare le balle. Anche la Gianna Nannini: metteva su delle scene della malavita, ma poi mi sono affezionata". Su quanto rilasciato a "Belve" su Tiziano Ferro: "Non sono pentita di quanto ho detto. Dietro c'era una cosa semplice: mi è dispiaciuto che ci siamo dimenticati. Preferisco tenere i contatti con le persone con cui ho collaborato. Ogni tanto infatti sento la Gianna…. Sull'incontro con suo marito (con cui il prossimo 9 dicembre festeggerà 50 anni di matrimonio) dice: "Bazzicavamo lo stesso ambiente. Però non era mai scoccata la freccia di Cupido. In più lui era fidanzato da tempo. Poi un giorno si è dichiarato e mi ha invitata a uscire, ma io non sono uscita. Aveva 25 anni, dieci in meno di me. Non ero convinta. Mia madre però mi disse: "È lui che si prende la vecchia, il problema è suo". E allora una sera ho pensato: "Chissenefrega, bevo un caffè col Salerno". Da lì, era aprile, non ci siamo più separati. A giugno abbiamo deciso che ci saremmo sposati a dicembre". Infine il tema della morte: "Ebbè non è un pensiero tanto piacevole. Anche se credo in Dio, il fatto di non sapere che cosa c'è dall'altra parte non mi lascia tranquilla. Poi, tutto compreso, mi dispiace che finisca questa vita: mi sono divertita e mi diverto ancora. Chissà se lì mi faranno fare The Voice con gli angeli".
G.Tara--BD