Ocse, in calo la spesa per la preparazione a future pandemie
Solo 4 dollari pro-capite nei paesi a basso reddito, preoccupa calo aiuti internazionali
Passata l'emergenza pandemia Covid-19, la spesa dedicata alla prevenzione di future minacce per la salute, come pandemie, antibiotico-resistenza o minacce biologiche, ha ripreso a calare. È il dato che emerge da un'analisi Ocse ('Tracking spending on prevention, preparedness and response to global health threats'). Secondo lo studio, nel 2023 la spesa per le emergenze future (detta "Prevention, Preparedness and Response" o 'Ppr') risultava ancora del 13% più alta rispetto al periodo precedente alla pandemia, tuttavia in flessione rispetto al picco registrato tra il 2021 e 2022. In particolare, nel 2023, i paesi ad alto reddito hanno speso in media 75,7 dollari pro-capite in 'Prevention, Preparedness and Response', una quota pari a meno del 2% della spesa sanitaria complessiva. A preoccupare è però soprattutto la situazione dei paesi a basso reddito, dove la spesa per prevenire le pandemie, sebbene rappresenti circa il 10% della spesa sanitaria, ammonta ad appena 4 dollari pro-capite, una cifra del tutto insufficiente per affrontare le minacce future. A rendere ancora più vulnerabili questi paesi è la forte dipendenza dall'estero: nel 2023 il 74% della spesa totale per Ppr proveniva da fonti esterne. Un aspetto che desta allarme in uno scenario geopolitico in rapida evoluzione. "Gli aiuti pubblici allo sviluppo sono stati storicamente una delle fonti più stabili e prevedibili di finanziamento esterno per i sistemi sanitari nei paesi in via di sviluppo", si legge nel documento. Negli ultimi anni, però, si è registrata una loro forte contrazione che potrebbe aggravare la difficoltà dei paesi. "Questi rischi sono già stati evidenziati nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, dove l'insorgenza dei focolai di Ebola nel 2026 è coincisa con una diminuzione prevista degli aiuti pubblici per la salute rispettivamente del 47% e del 54% nel 2026, rispetto ai livelli del 2024", segnala il rapporto.
G.Luthra--BD